Matilde di Canossa (1046-1115)

Matilde di Canossa, marchesa e duchessa di Toscana, nacque nel 1046, forse a Mantova, anche se alcuni sostengono sia nativa della Toscana stessa.
Donna eccezionale per l'epoca.

"Matilde di Canossa" by File uploaded by MaiDireLollo - http://www.itgsecchi.it/archivio%20progetti/pellegrinimedioevo/pellegrini/htm/Matilde%20di%20Canossa%20e%20il%20suo%20tempo.htm. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Matilde_di_Canossa.jpg#/media/File:Matilde_di_Canossa.jpg


I centri di potere, per fare il quadro, erano: l'imperatore del Sacro Romano Impero in Europa; il regno degli Altavilla nel Sud dell'Italia. Al centro Italia dominava il papato. E nel Nord Italia, piccole città stato o comunque piccoli regni indipendenti, noti alla storia come Comuni, in lotta tra di loro e con l'imperatore.
Matilde nasce nella potentissima famiglia dei Canossa, che governava ampi possedimenti tra Toscana ed Emilia-Romagna e che era imparentata sia con molti nobili germanici sia con il casato papale. Fu educata in modo raffinato e istruita, parlava diverse lingue, una rarità per l'epoca.




Matilde perse il padre giovanissima, e poco dopo anche i due fratelli maschi più grandi. Nell'ambito delle lotte tra papato e impero, sia lei che la madre furono fatte prigioniere da Enrico III e vissero a fianco dell'imperatore, formalmente con tutti gli onori. Matilde aveva solo 10 anni. La madre si risposò con un nobile germanico, Goffredo il Barbuto, per tutelare se stessa, la figlia e il regno. Matilde stessa venne promessa sposa al figlio del patrigno, Goffredo il Gobbo, e "convinta" (eufemismo, forse) a sposarlo, quando il patrigno è in punto di morte, nel 1069. Non era un uomo cattivo ma era abbastanza ripugnante, essendo gobbo, appunto, e malato. Supplicata dalla madre, accettò di trasferirsi in Lorena (regione di confine tra Francia e Germania), rimase incinta e partorì una bambina che però morì dopo pochi giorni, e Matilde stessa rischiò la vita per i postumi del parto. Fu praticamente linciata dalla famiglia del marito perché il compito delle donne era ritenuto quello di fare figli, lei non ci era riuscita e ancor di più aveva dato alla luce una femmina, per cui la ritenevano affetta da malocchio.
Matilde a questo punto non ascoltò più nessuno, piantò tutto e se ne tornò a Canossa dalla madre. Il marito morirà nel 1076 assassinato. Nello stesso anno passa a miglior vita anche la madre di Matilde. E questa giovane donna si trova a possedere, oltre ad alcuni beni in Lorena, un territorio che si estendeva dalla Tuscia al lago di Garda.
Matilde decise, nell'ambito del più grande scontro dell'epoca (passato alla stora come lotta per le investiture) di appoggiarsi al papato contro l'imperatore, e sotto la sua guida l'esercito imperiale subisce dure sconfitte sui valichi appennini. Famosa l'umiliazione dell'imperatore Enrico IV, che fu scomunicato dal papa e per chiedere perdono fu costretto ad attendere 3 giorni e 3 notti in ginocchio davanti al castello di Canossa, dove era ospite il papa Gregorio VII (uno dei più spregiudicati politicamente nella storia della Chiesa), nel 1077. 
Da questo episodio deriva il modo di dire "andare a Canossa" nel significato di andare a implorare perdono.

Riassumendo in breve, la lotta per le investiture tra papa e impero verteva sulla nomina dei vescovi (che erano con la nomina investiti anche della gestione dei beni materiali della chiesa affidata, il cosidetto beneficium). L'impero ovviamente pretendeva che la nomina passasse tramite il potere politico, il papa invece diceva che era di spettanza esclusivamente petrina. Come sempre, dietro a una guerra fatta passare per ideologica (potere temporale contro potere religioso) si nasconde la motivazione economica (le chiese più ricche facevano motla gola all'impero e poterne nominare i beneficiari violeva dire consolidare il potere imperiale).
Nell'ambito di questa guerra pressoché continua, Matilde a 43 anni decide di risposarsi per motivazioni prettamente politiche. Il prescelto è un duca germanico appena diciannovenne, Guelfo di Baviera. Il matrimonio effettivo durò pochi anni, i due si separarono nel 1095, mai ufficialmente vista l'epoca. Probabilmente Matilde sperava di avere degli eredi, ma il giovane duca forse non era d'accordo, oppure le maligne voci che lo davano per impotente erano vere; per l'epoca fu un matrimonio molto chicchierato. Fatto sta che Matilde continuò la sua lotta serrata contro l'imperatore Enrico IV, definitivamente sconfitto nel 1093. Matilde arrivò perfino a dare rifugio alla moglie dell'imperatore, che lo aveva denunciato di maltrattamenti e prigionia.
Quando salirà al trono Enrico V, invece, Matilde lo riconoscerà e otterrà in cambio il titolo di "Vicaria Imperiale" e "Regina d'Italia".

Matilde morì nel 1115. Il regno finì smembrato tra vari eredi e la Tuscia finì ad un figlio adottivo, della dinastia dei Guido Guerra. Nel 1633 le sue spoglie, prima a S. Benedetto Po, vennero traslate per volere papale a Roma, prima a Castel Sant'Angelo e poi nella Basilica di S. Pietro, dove riposa tuttora, prima donna in assoluto. Solo altre due donne avranno tale onore dopo di lei, Cristina di Svezia e la principessa polacca Maria Clementina Sobieski, moglie del principe inglese giacobita (e quindi mai salito al trono perché esiliato dopo la rivoluzione inglese) Giacomo Stuart.
Descritta dai cronacari medievali come una specie di monaca, in realtà pare che Matilde di Toscana fosse una donna decisa e anche appassionata. La principale fonte di notizie sulla sua vita è il poema-biografia di Donizone, Vita di Matilde di Canossa.

"Donizo, Acta Comitissae Mathildis" di Uploaded by MaiDireLollo - http://panizzi.comune.re.it/eventi/1998/TESORI/92.htm. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Donizo,_Acta_Comitissae_Mathildis.jpg#/media/File:Donizo,_Acta_Comitissae_Mathildis.jpg


Wikipedia riporta uno stralcio di una sua lettera al duca Guelfo, in cui praticamente lo chiede in matrimonio, giustificando la propria posizione con un appello a una presunta parità di genere; visto che parliamo di mille anni fa, diciamo che è quantomeno una concezione rivoluzionaria.

Ecco la parte della lettera riportata:

"Non per leggerezza femminile o per temerarietà, ma per il bene di tutto il mio regno, ti invio questa lettera accogliendo la quale tu accogli me e tutto il governo della Longobardia. Ti darò tante città tanti castelli tanti nobili palazzi, oro ed argento a dismisura e soprattutto tu avrai un nome famoso, se ti renderai a me caro; e non segnarmi per l'audacia perché per prima ti assalgo col discorso. È lecito sia al sesso maschile che a quello femminile aspirare ad una legittima unione e non fa differenza se sia l'uomo o la donna a toccare la prima linea dell'amore, solo che raggiunga un matrimonio indissolubile."


Probabilmente si tentava di giustificare un simile matrimonio con argomenti che non fossero "lussuriosi" ma di convenienza. Senza rendersi conto che 1000 anni dopo, in pieno pericolo gender, potevano suonare rivoluzionarie davvero, per una donna che ha sempre appoggiato il papa e che è sepolta nella prima basilica della cristianità. Ironie della storia.

"Castello di Canossa, comune di Canossa, Reggio Emilia, Italia" by Original uploader was Simona65 at it.wikipedia - Transferred from it.wikipedia. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Castello_di_Canossa,_comune_di_Canossa,_Reggio_Emilia,_Italia.JPG#/media/File:Castello_di_Canossa,_comune_di_Canossa,_Reggio_Emilia,_Italia.JPG



Link correlati:

- La Vita di Matilde raccontata in un poema da Donizone; trovate il testo su Google Books.

- Il sito del Castello di Canossa, in cui troate le iniziative e gli orari di visita guidata (fa parte del Polo Museale dell'Emilia Romagna).

- Gli itinerari matildici del GAL dell'Appennino Reggiano, dal cui sito potete scaricare le audioguide in mp3 e mp4.


Commenti

  1. Evvai NOVELLA!
    Sono molto contenta per te, per questa avventura del blog!
    Sei bravissima!
    Ora mi siedo e leggo con calma!

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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