Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

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Ferdinando (detto Nicola) Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono due emigranti italiani condannati ingiustamente negli Usa per rapina e omicidio.
Sacco, di origine pugliese, lavorava in una fabbrica di calzature; Vanzetti, piemontese, svolse vari lavori di fatica a alla fine divenne pescivendolo.
I due si conobbero nel 1916, dopo aver entrambi partecipato a vari scioperi per il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei salari degli operai. Aderirono ad un gruppo anarchico e allo scoppio della prima guerra mondiale, rifiutando di combattere per lo stato che, in quanto anarchici, non riconoscevano, fuggirono in Messico.
Per questo furono inseriti in una lista di agitatori da controllare.
Dopo il ritorno in Massachusetts, il 3 maggio 1920, il loro compagno Andrea Salsedo, siciliano, morì cadendo dal 14° piano di un palazzo del ministero della Giustizia, probabilmente ucciso durante l'arresto da parte di forze di polizia.
Fu organizzato un comizio di protesta per il 9 maggio, ma Sacco e Vanzetti vennero arrestati. Le accuse: detenzione di armi e di volantini anarchici.
Pochi giorni dopo, senza alcuna prova evidente, furono accusati di una rapina a mano armata avvenuta pochi giorni prima del loro arresto, e del contestuale omicidio di un cassiere e di una guardia.





Nonostante i due si proclamassero innocenti, furono condannati alla sedia elettrica.
Innumerevoli dimostrazioni di piazza a sostegno dei due innocenti si susseguirono per giorni e giorni, in America e in Europa.
Intellettuali di tutto il mondo occidentale, tra cui Albert Einstein, si schierarono contro la condanna.
Persino il governo fascista tra 1923 e 1927, pur essendo i due italiani tutt'altro che fascisti, cercò di ottenere la revisione del processo. Pare ci sia stato un intervento diretto dello stesso Mussolini, purtroppo inutile.

"Save Sacco and Vanzetti" di Anonimo - Postcard. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Save_Sacco_and_Vanzetti.jpg#/media/File:Save_Sacco_and_Vanzetti.jpg

Il giudice li definì due "bastardi". Il governatore, che avrebbe potuto impedire la condanna, dopo aver ascoltato il parere di una commissione appositamente nominata, rifiutò la grazia. Questo nonostante un detenuto portoricano si fosse dichiarato colpevole della rapina e degli omicidi.
Alla fine Nick e Bart, come venivano familiarmente chiamati, furono uccisi per conto dello stato il 23 agosto 1927. Nicola Sacco in particolare lasciò moglie e due figli.

Capri espiatori prefetti, perché anarchici, perché sobillatori della classe operaia, perché stranieri: anche la comprensione della lingua non era perfetta, per quanto Vanzetti, discretamente acculturato, abbia tenuto un discorso alla corte. In tale discorso in tribunale del 19 aprile 1927 espresse chiaramente la consapevolezza del vero motivo della condanna:

"La mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un radicale, e davvero io sono un radicale; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano".
Solo nel 1977, cioè 50 anni dopo, sempre il 23 agosto, il nuovo governatore del Massachusetts dichiarò riabilitati i nostri due connazionali.
Unica colpa, appunto, l'essere stranieri ed aver combattuto per maggiori diritti ai lavoratori.




Link correlati:

- il discorso integrale di Bartolomeo Vanzetti alla corte (in inglese).

- ancora oggi la miglior opera di fiction sulla vicenda resta il film di Giuliano Montaldo del 1971, con G.M. Volonté e R. Cucciolla. Colonna sonora di Ennio Morricone, title track la famosa Here's to you cantata da Joan Baez

- articolo del Corriere della Sera per il 75° anniversario della morte, nonché, sempre dal Corriere, la notizia relativamente recente del probabile aiuto di Mussolini





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