13 Novembre 2015

In segno di lutto per gli attentati di Francia, vi propongo un pezzo scritto da me che ha poco di storico e molto di emotivo.

Me lo perdonerete.

"Toit-Grand-Palais" by Pline - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
- https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Toit-Grand-Palais.jpg#/media/File:Toit-Grand-Palais.jpg




Buonasera. Mi conoscete, dai. Sono Lucifero. Che ci faccio qui? Ho portato un po' di scompiglio stanotte. M'è riuscito bene. Qualche gonzo che ci casca lo trovi sempre, da poter sfruttare per i tuoi scopi. Adesso che è quasi tutto finito, inizia la seconda parte del mio impegno. Ah, non lo sapete? Io vendo indignazione a poco prezzo. Non quella sana che deriva dalla coscienza dei diritti calpestati, o da una conoscenza degli avvenimenti vicini o lontani. Quella da un soldo, quella del "se c'ero io vedevi che andava diversamente". Quella che rende tutti strateghi, tutti politici, tutti intenditori. Mi piace questa indignazione. Dura poco ma fa una bella fiamma. E soprattutto divide. Sì, perché l'indignazione senza conoscenza crea il nemico. Quello brutto che non vuole nessuno. Sia nero bianco, religioso, ateo o di sinistra. Beh sì, siete italiani, no? Insomma, ve lo dicono ancora oggi che i comunisti mangiano i bambini, no? Mentre poi chi ha messo in giro queste voci lascia che gli indignati si scannino con il nemico mentre lui pasteggia a ostriche e champagne in Costa Smeralda. SI credono di essere migliori, e poi ci cascano anche loro. Da una parte si grida morte all'infedele, dall'altra morte all'ebreo, come se non fossero tutti della stessa vile razzaccia mortale.
Ma guai a farsi sfuggire di mano l'indignazione quando le gente è disposta a capire. Accade allora che una certa comprensione dei fatti consenta all'umanità di mettersi spalla a spalla e progredire. Perché l'indignazione unita alla conoscenza e alla comunanza di intenti fa miracoli. E a me i miracoli non piacciono. Pensate a quello schifo di Resistenza Partigiana. Pensate alle donne curde che imbracciano i fucili contro l'Is. Quella sì che è indignazione pericolosa. Lo stimolo ad essere migliori, a poter essere felici. Lo stesso che porta migliaia di persone a partire senza sapere se arriveranno. Una vita migliore, non per sé, forse per i discendenti. E allora io mi diverto, a vendere indignazione fasulla, sperando che non se ne accorgano, chini sui loro giocattoli. Coi ricchi è più facile. Hanno sempre tanta paura, tanta roba da difendere. I poveri invece hanno ancora speranza di poter migliorare.
Perché l'uomo diventa pericoloso se ha una speranza. Una voglia. Un ideale. Guardate cosa hanno fatto i francesi. Razzaccia umana. Fecero un gran casino e nel mezzo ci infilarono anche una serie di enormi cazzate. Ma da quell'indignanzione fecero nascere l'Europa contemporanea. Indignati, compatti, spalla a spalla. A decretare che il vecchio mondo non andava più bene. Scrissero anche la DIchiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, che brutto colpo alla mia autostima. 1789. Liberté, egalité, fraternité. Speriamo se ne siano dimenticati.

Link correlati:

- Maurizio Molinari - Il califfato del terrore. Un po' sensazionalistico ma può essere utile per avvicinarsi alla materia.

- Risposta di Tiziano Terzani alla lettera "La rabbia e l'orgoglio" di Oriana Fallaci, dopo l'attentato dell'11 settembre 2001, che trovate invece riassunta qui.

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