Letture: Ausmerzen - vite indegne di essere vissute di Marco Paolini

Chi mi conosce e mi segue sa che adoro il teatro di Marco Paolini e il suo stile di recitazione e di scrittura civile.
Ho acquistato questo libro in una Giornata della Memoria (27 gennaio). L'ho letto con molto interesse e con molta commozione e ho deciso di scriverne non solo perché parla di storia, ma anche perché leggere ancora oggi testi come questi è una specie di vaccino. Un vaccino contro quel razzismo strisciante che compare nei periodi di crisi economica, dove l'uomo medio torna ad avere istinti di autodifesa quasi primordiali, e a fare selezione tra uomini degni e non degni.



Il testo di Paolini (e ancor più lo spettacolo teatrale, che è del 2011 ma che potete tranquillamente rivedere e di cui trovate il link a fine pagina) analizza come sempre con accuratezza l'ambito storico in cui è nata e si è rafforzata l'idea della selezione della razza ariana.
Nella sue rievocazione parte addirittura dall'Ottocento, dall'Expo di Parigi del 1889: la Belle Epoque, un periodo denso di scoperte scientifiche e di ottimismo. In questo periodo nasce l'eugenetica, e nasce ad opera di Francis Galton, studioso britannico, tra l'altro cugino di Charles Darwin). Nasce cioè una pseudoscienza che ha come base la genetica mendeliana e come scopo il miglioramento della razza, che dovrebbe avvenire facendo sì che la selezione non avvenga più in modo naturale ma con metodo guidato dall'uomo, per selezionare e far riprodurre solo i migliori. L'eugenetica viene anche definita darwinismo sociale.

Tra '800 e '900 molte figure di spicco della cultura sono eugenetiste. Lo è Alexander Bell, il famoso industriale americano che contese a Meucci il merito dell'invenzione del telefono; il quale sosteneva, dopo una ricerca svolta in un territorio in cui la percentuale di sordi era molto elevata, la necessità di sterilizzare i sordi per impedire loro di riprodursi e perpetuare la malattia.
Era eugenetista e nazista il grande etologo e premio Nobel Konrad Lorenz, da cui abbiamo imparato le basi dell'imprinting animale.
Era eugenetista l'italiano Cesare Lombroso, famoso per i suoi studi di criminologia in cui sosteneva una motivazione fisica della delinquenza e giustificava l'inferiorità di razza e anche femminile tramite i parametri fisici.
Molti gruppi industriali pare abbiano finanziato all'epoca tali ricerche negli Usa e in Germania, come il gruppo Ford, il gruppo Rockefeller, i Krupp.

Questa teoria ebbe successo perché era considerata del tutto e per tutto scientifica. Fu così che negli Usa, nei paesi scandinavi, in Svizzera, in Inghilterra si iniziò la sterilizzazione di massa di persone che venivano considerate un pericolo per la razza in quanto portatori di malattie ereditarie. La sterilizzazione non prese piede invece nei paesi cattolici per la feroce opposizione della chiesa di Roma, e anche in Germania la voce forte, l'unica che denunciò lo sterminio dei disabili, fu quella dell'arcivescovo di Munster Clement von Galen, che in una dura predica usò le parole "omicidi" e "sterminio" e rischiò di essere arrestato (pare che Goebbels abbia consigliato Hitler di rimandare la vendetta per evitare problemi di consenso).

Eugenetista era ovviamente anche Hitler, ed alcune teorie eugenetiche sono apertamente professate nel suo "Mein Kampf".
In Germania, con Hitler al potere, dal 1933 al 1939 furono sterilizzate circa 400.000 persone (numeri mai raggiunti da altre nazioni in cui pure la sterilizzazione veniva usata); il passo successivo fu l'eliminazione dei bambini malformati e dei malati psichiatrici (1939-1941), per poi passare alla soluzione finale che fu applicata non solo ai malati ma anche a tutte le razze che venivano considerate inferiori e quindi portatrici di malattie e tare.
Tutto questo fu possibile grazie a una propaganda battente a sfondo razzista, in cui i malati e i diversi venivano considerati "mangiatori inutili" a carico dello Stato, in cui si giustificava l'eutanasia come migliore della vita da ammalati. E alla collaborazione fattiva di personale medico e infermieristico, che al processo di Norimberga apparve come incosciente del male compiuto, e non perché "erano quelli gli ordini", come nel caso dei militari; ma perché la scienza, o meglio il delirio scientifico parevano giustificare la loro azione, in nome del bene superiore della purezza di una razza sana e felice.
Questo emerge in particolar modo dal fatto che, pur essendo stato bloccato ufficialmente il programma Aktion T4 nel 1941, lo sterminio dei malati è continuato anche dopo l'arrivo degli americani negli ospedali psichiatrici. La scienza ha spesso utilizzato i malati da vivi come cavie e da morti come preziosi reperti su cui studiare. Primo Levi, citato da Paolini, in "Se questo è un uomo" parla di un medico che pare guardare il malato come da un vetro di un acquario.

La domanda che emerge dal racconto ovviamente è: come fu possibile? E Paolini come in altri suoi testi ribadisce che il guaio è l'abitudine. Ci si abitua a tutto, sempre, ci si anestetizza. E se due poveri bambini muoiono, ci si commuove, mentre quando ne muoiono migliaia si pensa di non poterci fare nulla e non ci si scandalizza nemmeno. Che siano piccoli disabili, o profughi nel Mediterraneo, fa poca differenza.

E' un testo che merita, specie in un periodo come il nostro, in cui le idee razziste sembrano tornare in auge grazie all'insicurezza economica, quando molti dei testimoni dell'Olocausto ormai non sono più qui a farci compagnia e a costringerci a fare memoria delle nostre colpe passate.

Mi preme segnalare, e anche Paolini lo fa, come l'Italia si sia in seguito dimostrata all'avanguardia con l'abolizione dei manicomi e la possibilità di inserimento scolastico dei disabili mentali, e a questo proposito va ricordata, anche se molto en passant, la grande figura dello psichiatra Franco Basaglia, il padre della nostra psichiatria moderna e a cui oggi le famiglie con disabili mentali devono tanto. Una volta tanto, il nostro paese ha dato la vita a una persona che ha ha fatto da guida per tutto il continente.



Link correlati:

- In primis, ovviamente, è imperdibile lo spettacolo teatrale omonimo, andato in onda su La7 nel 2011. Potrete vedere lo spettacolo integrale o quasi a questo link.

- Un articolo sul sito Cinemecum che parla dei film di propaganda nazista a favore dell'eutanasia.

- Una piccola storia dell'eugenetica tratta dal sito Parrocchie.it, che mi è sembrata non confessionale e interessante.

- Per chi volesse approfondire la figura di Basaglia, ecco un sito in sua memoria: http://www.francobasaglia.it/

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