La stele di Rosetta

Tra il 1798 e il 1802, la Francia di Napoleone intraprese la Campagna d'Egitto: una spedizione con l'intento di ridurre l'influenza inglese nel Nordafrica. La spedizione militare fu un fallimento. Ma assieme alla forza di invasione, viaggiavano 150 studiosi.

Il 15 luglio del 1799, un gruppo di soldati francesi rinvenne, nei pressi di un paesino chiamato Rashid (latinizzato in Rosetta) una roccia di granito alta circa 1 mt, larga quasi altrettanto, e del peso di 760 kg (!). Sulla parte anteriore dei segni incisi. Il generale a cui venne mostrata capì subito che si trattava di qualcosa di importante e avvertì lo stato maggiore. La stele di Rosetta venne trasferita nella capitale egiziana.


"Rosetta Stone" di © Hans Hillewaert. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Rosetta_Stone.JPG#/media/File:Rosetta_Stone.JPG



La stele risale al 196 a.C ed era probabilmente appartenente a un villaggio dell'interno; doveva essere più grande in origine. Probabilmente conteneva un decreto del faraone Tolomeo V Epifane scritto su pietra (pare a favore della classe sacerdotale) e innalzato su un basamento; poi, dopo il crollo dell'ultima dinastia egizia dei Tolomei, fu spezzato e riutilizzato come materiale di recupero per nuove costruzioni (come è successo anche da noi nel Medioevo, con il Colosseo saccheggiato per fornire marmo alle ville e alle chiese delle ricche famiglie romane).




Perché è stata importante? Perché la conoscenza della scrittura geroglifica era ormai andata persa e nessuno era in grado di decifrarla. La stele, riportando lo stesso brano in geroglifico, demotico (lingua sempre egiziana ma più semplice, usata dal popolo al posto del geroglifico che era utilizzata ormai solo dagli scribi) e greco antico, dava la possibilità di comparare le versioni e quindi di decifrare i simboli allora sconosciuti della scrittura egizia; una specie di legenda-vocabolario su pietra.

La Stele, dopo la fine delle ostilità avvenuta nel 1801 con la vittoria inglese, finì al British Museum come bottino di guerra, e tutt'oggi è lì, nonostante l'Egitto abbia chiesto di poterla riavere.


"Leon Cogniet - Jean-Francois Champollion" di Léon Cogniet - http://www.histoire-image.org/site/oeuvre/analyse.php?i=240 (http://www.histoire-image.org/photo/zoom/dor8_cogniet_001f.jpg). Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Leon_Cogniet_-_Jean-Francois_Champollion.jpg#/media/File:Leon_Cogniet_-_Jean-Francois_Champollion.jpg


Per la sua decifrazione, fu guerra di cervelli tra l'inglese Young (che riuscì per primo a identificare il nome del re Tolomeo) e il giovane studioso francese Jean-Francois Champollion. La spuntò quest'ultimo, talmente ossessionato dal geroglifico da imparare molte lingue antiche orientali per poter sperare di trarne delle similitudini: tra cui il sanscrito, il persiano, l'aramaico, il copto. La sua intuizione fondamentale fu proprio la comparazione della stele con la lingua copta (che è l'antica lingua di origine egizia del gruppo etnico dei copti, egiziani cristiani tuttora numerosi in Africa, lingua che però nello scritto utilizza caratteri del greco antico); questo gli consentì di scoprire che il geroglifico era composto sia da fonemi (simboli che indicano suoni, come le nostre lettere dell'alfabeto) sia da ideogrammi (simboli che disegnano un oggetto, una azione, un concetto e non un suono). Nel 1822 in una lettera riuscì per la prima volta a buttare giù un alfabeto egizio e la antica lingua poté di nuovo essere letta e capita, dopo 3000 anni.



Link correlati:

- Le pagine wikipedia che riguardano la Stele di Rosetta e Jean-Francois Champollion.


-Il sito del British Museum, in inglese ovviamente. Se masticate la lingua inglese trovate schede, audio e video. Basta digitare "rosetta"nell'apposito campo.

Commenti

Post popolari in questo blog

20 settembre 1870: la Breccia di Porta Pia e la fine di un'epoca

Maria Antonietta di Asburgo-Lorena (2 novembre 1755-16 ottobre 1793)

L'affaire Dreyfus, il "J'accuse" e la nascita dell'intellettuale moderno

Etichette

Mostra di più

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *